Zappata e Scarlo racchiudono un forte simbolismo esoterico. Rappresentano non solo una prospera fertilitΓ , ma perfino la speranza che tutto il male dellβanno appena trascorso se ne sia andato
La cerimonia della Zappata e dellβabbruciamento dello Scarlo, rappresentano senza dubbio alcuni dei rituali piΓΉ esoterici del Carnevale dβIvrea. Queste pratiche, spesso eseguite senza una consapevolezza completa del loro potente simbolismo, racchiudono significati che vanno ben oltre la semplice celebrazione. Zappata e Scarlo non solo rappresentano lβidea di prosperitΓ , ma custodiscono significati antropologici ancora piΓΉ profondi e complessi.

In primo luogo, il rituale evoca il concetto di βsperanzaβ, un tema di forte connotazione cristiana che si manifesta con il tempo escatologico, invitando alla riflessione su Β«quello che sarΓ Β». Tuttavia, si fa riferimento anche al concetto greco di kyklos β cerchio β, ovvero simbolo di continuitΓ e del perpetuo divenire della vita. Questi elementi arricchiscono il significato di una tradizione che affonda le radici nel passato, chiamando i partecipanti a una meditazione profonda sui valori fondamentali e sulla speranza per il futuro.
Il lungo rituale prevede che prima si scavino le fosse, successivamente si piantino gli alberi (Scarli). Questo rito richiama in modo esplicito la leggenda della giovane sposa, la quale, opponendosi al tiranno, provoca lβinsurrezione popolare. La Zappata, inferta con un picco e una pala, rappresenta il ciclo di trasformazione perpetuo delle stagioni. La vita che trionfa sulla morte. Un rituale in cui nulla Γ¨ definitivamente concluso e tutto ha la possibilitΓ di rinascere. Solo cosΓ¬ lβuomo puΓ² riacquistare la capacitΓ di ricostruire il proprio mondo.
Perennialismo della Zappata

Nel processo di trasformazione del chaos (disordine) in kosmos (ordine), la festa si presenta come una mitica rifondazione del tempo. Il continuo che contrasta con il discontinuo, immergendosi in un territorio spirituale che conferisce al sogno (la speranza) un carattere mitologico. La cerimonia della Zappata, infatti, si configura come un rito ricco di significato allegorico. Sebbene il gesto appaia banale, nel rivoltare una zolla di terra, sprigiona il Β«risveglioΒ» della vita. Rappresenta lβabbandono alla notte (inverno) in attesa del giorno (primavera).
Una cerimonia che segna un passaggio, avvolto in unβatmosfera mitica. Il gesto rappresenta e mette in evidenza il significato profondo e la forza evocativa del lavoro dellβuomo. Il sacrificio del corpo β anche questo di pura matrice cristiana. Conficcare in modo delicato e rispettoso il picco e la pala nella nuda Madre Terra, richiede unβattenzione particolare alla simbologia sottesa. La fossa viene scavata affinchΓ© lo Scarlo, abbellito da un meraviglioso rinnovamento, diventi simbolo di sacralitΓ arcaica e portatore di potenza. Γ come un Β«albero delle divinitΓ Β»; un segno tangibile di connessione e venerazione.
Abbruciamento dello Scarlo
Lo Scarlo, al contrario, Γ¨ un Β«albero evocativoΒ», che si manifesta in tutto il suo vigore. Esso incarna una forza magica e ancestrale, destinata a morire seguendo il kyklos (ciclo) delle stagioni, per poi rinascere. La continua gemmazione di questo albero Γ¨ garantita dalla fertilizzazione del terreno, resa possibile dalle ceneri prodotte dallo Scarlo stesso. In questo modo, accanto alla sacralitΓ del fuoco, lβalbero, bruciando, diventa un propiziatore di nuovi semi.
Tra le fiamme, lβalbero consuma il suo passato. Sotto gli sguardi di tutti, in attesa della primavera, ciΓ² che Γ¨ secco e incombente deve fare spazio a una nuova vita. Il germoglio rappresenta una linfa vitale rinnovata. Il fuoco, quindi, simboleggia lβorgia degli elementi: un rogo propiziatorio che invoca trasformazione. Γ un richiamo potente, unβesplosione di emozioni intense, destinate alla dissoluzione del mondo tramite lβekpyrΓ΅sis (apocalisse).
La cerimonia dellβabbruciamento dello Scarlo, alle origini

Dopo aver scavato la fossa, lo Scarlo veniva eretto in piazza. Anche allβepoca si metteva la bandierina sulla sua sommitΓ del palo, attendendo che si bruciasse. Tuttavia, fino alla fine del XIX secolo, sulla cima dellβalbero venivano accesi anche dei fuochi dβartificio. Prima di appiccare il fuoco al palo, un fantoccio raffigurante il temuto feudatario veniva trascinato per le strade cittadine, legato con una corda al collo. A condurlo era un ufficiale (probabilmente appartenente allo Stato Maggiore ndr), allβepoca conosciuto come βsignore della festaβ. Una volta giunto nei pressi dello Scarlo, il fantoccio veniva preso, deriso e sbeffeggiato, infine veniva gettato tra le fascine ardenti, accompagnato dalle grida di gioia del popolo.
Scarlo, cenere e fioritura
Il rituale di bruciare il fantoccio si presenta come un atto trionfale, che simbolizza la morte e la sepoltura del Carnevale appena trascorso, in attesa della sua rinascita. Questo ciclo di morte e rigenerazione, di cenere e fioritura, rappresenta un momento di catarsi per la comunitΓ . In quel frangente, il Carnevale, morendo, confessa tutti i mali accumulatisi nellβarco dellβanno. Questa confessione si traduce in un profondo atto di liberazione.
Mentre le fiamme avvolgevano e bruciavano il fantoccio, i partecipanti al rito trionfale si univano in un carosello di canti, grida e danze. Era il momento in cui si celebra la liberazione dal male, con la consapevolezza che ora la campagna e la famiglia avrebbero prosperato senza troppe dannazioni. Per motivi di sicurezza, da molti anni non si fa piΓΉ il carosello, mentre le fiamme divorano lo Scarlo, tuttavia la popolazione urla ancora: βA brusaβ¦ A brusa!β.




